BANCHE NELLA BUFERA.
RECORD SPREAD BTP-BUND
MILANO - Lunedì nero per Piazza Affari, che come venerdì scorso si è confermata maglia nera in Europa, facendo nettamente peggio delle altre Borse del Vecchio continente, a dispetto della decisione della Consob di porre un freno alle vendite allo scoperto. L'indice Ftse Mib ha accusato un tonfo del 3,9%, il Ftse All Share del 3,8%, con le banche a registrare le performance peggiori: in caduta libera Unicredit (-6,3%) e Intesa Sanpaolo (-7,7%).
Piazza Affari finisce, dunque, nuovamente nel vortice della speculazione. Eppure, positivo è stato il giudizio del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble al suo ingresso al consiglio Eurogruppo: «L'Italia è sulla strada giusta» e la manovra è «molto convincente», ha detto. Secondo Schaeuble l'Italia può evitare di rimanere invischiata nel contagio finanziario. «Non lo credo affatto», ha risposto il ministro tedesco alla domanda se l'Italia può essere la prossima vittima.
BOSSI: CONOSCEVAMO I RISCHI «Il fatto stesso che non abbiamo battuto ciglio e siamo rimasti al Governo significa che avevamo coscienza di quello che sarebbe successo, se ce ne fossimo andati saremmo finiti come la Grecia»: lo ha detto Umberto Bossi parlando con i giornalisti della situazione dell'economia a margine di una visita all'aeroporto di Cameri. «Noi siamo coesi, la maggioranza è coesa, troviamo sempre l'accordo alla fine», ha detto il Senatur. Poi, rispondendo ad una domanda sull'appello alla coesione nazionale invocata dal presidente Napolitano, ha aggiunto «è chiaro che l'opposizione la coesione la fa a suo modo, facendo la guerra. Come si fa a dire all'opposizione di dirsi d'accordo col Governo? È più facile a dirsi che a farsi».
NUOVO RECORD SPREAD BTP-BUND Vola al nuovo record storico di 290 punti lo spread tra il Btp e il corrispettivo bund tedesco. Il rendimento del Btp decennale è schizzato al 5,58% sugli schermi Bloomberg.
MERKEL OTTIMISTA La cancelliera tedesca Angela Merkel si è detta oggi «fiduciosa» sul fatto che l'Italia riesca a realizzare le riforme necessarie per ristabilire la fiducia nella zona euro. «Ho piena fiducia nel fatto che il governo italiano adotterà» una manovra che vada incontro alla necessità di «risparmio e consolidamento», ha detto la cancelliera spiegando di averne discusso ieri con il premier Silvio Berlusconi.
L'ALLARME DELLA STAMPA ESTERA «I problemi di debito dell'Italia spaventano l'Europa». I principali quotidiani internazionali - in particolare quelli finanziari - si soffermano oggi sulla delicata situazione economica italiana, con il rischio di attacchi speculativi e la paura del contagio ad altri mercati finanziari europei proprio nel giorno del vertice dei ministri dell'economia dell'Eurozona previsto questo pomeriggio a Bruxelles. «I problemi di debito dell'Italia spaventano l'Europa», è il titolo con cui il FINANCIAL TIMES DEUTCHLAND apre la prima pagina della sua versione online. «Attacchi contro la crisi in Italia? Politici europei e banchieri centrali credono sia possibile», scrive ancora il Ft tedesco osservando che «la preoccupazione per l'Italia ha messo in tilt i prezzi delle azioni in tutta Europa». In Gran Bretagna, in un articolo da Roma, il FINANCIAL TIMES titola «Il governo italiano indebolito teme attacchi ai mercati» e scrive che «il governo di centrodestra è bersaglio di una nuova offensiva nei mercati poichè gli investitori temono che la coalizione di Silvio Berlusconi - indebolita da scandali e lotte interne - possa venire meno all'impegno di applicare un rigoroso programma di austerity». E a Londra la situazione italiana è anche sulle prime pagine del DAILY TELEGRAPH, che titola «Le paure del contagio del debito italiano colpiscono i mercati nel giorno dell'incontro dei leader Ue». Per il quotidiano britannico, «gli scontri politici a Roma minacciano la stabilità fiscale a Roma». In Spagna, la pressione sui debiti spagnolo ed italiano è in evidenza su EL PAIS, che scrive come «l'Italia, la scorsa settimana, si sia convertita nell'ultima vittima dei mercati». «Le agenzie di misurazione del rischio - si legge - hanno gli occhi puntati sull'Italia» è «l'incertezza è proseguita all'inizio della settimana, con lo spread che ha raggiunto 267 punti base». Oltreoceano, il WALL STREET JOURNAL online punta sui differenziali record tra i bond spagnoli e italiani e quelli tedeschi, e titola: «I bond italiani e spagnoli sotto pressione». Mentre per il NEW YORK TIMES «il debito italiano aggiunge paura all'Eurozona». I mercati europei, osserva il Nyt, «sono stati scossi dai problemi finanziari di Grecia, Irlanda e Portogallo, sebbene le loro economia siano relativamente piccole. Se gli investitori si accingessero a portare i costi dei prestiti per l'Italia a livelli insostenibili, ciò potrebbe compromettere l'intera unione monetaria europea».
LE PAROLE DELLA CRISI Di seguito un glossario dei termini più utilizzati per capire l'attacco della speculazione contro l'euro:
BTP-BUND - Sono titoli di Stato pluriennali italiani (Btp, buoni del tesoro poliennali) e tedeschi (Bund). Con le loro emissioni i due stati si finanziano sui mercati. Il loro rendimento, che viene fissato con un'asta, è un indice della salute finanziaria e della credibilità dei due paesi. Questa mattina sul mercato secondario il Btp decennale ha raggiunto il massimo spread (vedi voce) con i Bund tedeschi: questo significa non solo che per l'Italia diventa più caro ripagare il debito pubblico (vicino al 120% del Pil), ma anche che le previsioni dei mercati sulla salute finanziaria del paese sono negative.
SPREAD - È una misura del rischio di insolvenza associato a un titolo di stato e, di conseguenza, della salute finanziaria di un Paese. Tecnicamente è il differenziale, valutato dal mercato, tra il rendimento di quel titolo e il rendimento di un titolo corrispondente di uno Stato considerato privo di rischio, come la Germania. Questa mattina lo spread tra i Btp decennali e i Bund tedeschi a 10 anni ha superato i 260 punti. È un record dall'introduzione dell'euro e indica un aumento del costo per l'Italia di finanziarsi sui mercati. Nuovi picchi hanno raggiunto anche gli spread di Portogallo (1.048 punti) e Irlanda (1.019 punti), ma anche la Francia (62,3 punti) è al massimo livello da marzo 2009.
RATING - Le agenzie di rating sono società private indipendenti che valutano il rischio associato a un titolo o a chi lo emette, sia un ente privato o pubblico, come uno Stato. Il loro giudizio è sintetizzato nel rating, un punteggio (espresso in lettere e cifre) che rappresenta la capacità dell'emittente di far fronte ai propri impegni e ha un enorme impatto sulle decisioni degli investitori. Le principali agenzie di rating - Standard & Poor's, Moody's e Fitch - sono oggetto di forti critiche per il loro ruolo nella crisi. L'Unione europea e l'Fsb sono al lavoro a una riforma per limitare la loro influenza sui mercati.
SOSPENSIONE TITOLI - Per evitare turbolenze eccessive sui mercati, al variare dei prezzi di un titolo oltre una certa soglia (che per le azioni è del 10%) le negoziazioni su quel titolo vengono automaticamente sospese. La sospensione può avvenire anche su decisione discrezionale della Consob. Alla sospensione segue un'asta di volatilità per fissare un nuovo prezzo. Per esempio, questa mattina le azioni della Cir sono state sospese per eccesso di ribasso. In seguito all'asta di volatilità sono state riammesse agli scambi.
VENDITE ALLO SCOPERTO - Le vendite allo scoperto (o 'short selling') sono operazioni che sfruttano la possibilità, prevista sui mercati finanziari, di vendere titoli senza averne l'effettivo possesso e di acquistarli solo in seguito per consegnarli alla controparte. Di solito sono legate ad attese - o a speculazioni - su un prezzo in calo e possono rappresentare un 'pericolò e una fonte di ulteriore instabilità dei mercati, se effettuate da grandi investitori come gli hedge fund. Per questo ieri la Consob ha imposto un obbligo di comunicazione per le vendite allo scoperto di dimensioni importanti. L'obbligo scatta per le operazioni che raggiungono lo 0,2% del capitale della società e, successivamente, a ogni variazione pari o superiore allo 0,1% del capitale.
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